CELEBRAZIONI DI MAHA SHIVARATRI

La Deità Rudra-Shiva è antica quanto gli stessi Veda, e il culto di Shiva e lo Shivaismo risalgono a tempi antichissimi. Le osservanze religiose nei giorni considerati cari a Lord Shiva hanno ugualmente radici antichissime. Il quattordicesimo giorno della quindicina oscura (luna calante) di ogni mese è chiamato Shivaratri, ed è un giorno di celebrazioni speciali. In particolare, lo Shivaratri che cade nel mese di Phalgun (Febbraio-Marzo) è chiamato Maha Shivaratri (o Mahashivaratri), ed è quello in cui si svolgono le principali celebrazioni per Lord Shiva. I principali Purana come Skanda, Padma e Garuda, includono diverse e dettagliatissime storie e passaggi relative all’elogio del sacrifico di Mahashivaratri.

Delle più importanti celebrazioni Hindu è l’unica nella quale la pratica di austerità è predominante. Non vi sono feste, baldorie o divertimenti in questa osservanza, essendo il Mahashivaratri nella sua totalità un continuo rito solenne. Questo è logico in quanto Shiva è Maha Yogin, il Dio degli asceti, la vera incarnazione della Vairagya o rinuncia.

Relativamente alle origini del Mahashivaratri ci sono diversi miti. Quando Brahma e Vishnu stavano discutendo sulla loro grandezza per stabilire chi fra di loro possedesse la supremazia, un linga immenso o colonna di luce apparve improvvisamente tra di loro e una voce dal vuoto disse che chi fra di loro fosse stato in grado di trovare le estremità di questo Linga sarebbe stato considerato il più grande. Nessuno fra i due ebbe successo e furono quindi obbligati ad accettare la grandezza, e la supremazia di Lord Shiva stesso, che si manifestò attraverso la stessa colonna di luce.

In accordo con un secondo mito, Mahashivaratri è il giorno in cui Shiva Mahadeva bevve il veleno Halahala che emerse dall’oceano di latte (Kshirasagara) che era stato agitato (rimestato) dagli dei e demoni, salvando così i mondi dalla distruzione. Un terzo mito attribuisce grandezza alla festività essendo il giorno del matrimonio di Shiva con Parvati, la figlia del re delle montagne dell’Himalaya. Un quarto mito descrive questo giorno come quello in cui Lord Shiva, pazzo di gioia, esplose in una grande danza che Gli valse l’appellativo di “Shivatandava-nritya”.

Le pratiche basilari da osservare durante le celebrazioni di Maha Shivaratri sono: Ahimsa (non ingiuria), Satya (parlare in verità), Brahmacarya (continenza, castità), Dayà (compassione), Ksamà (perdono) e Anasuyata (assenza di gelosia). Il digiuno è uno degli aspetti essenziali di questo Vrata, e così anche Jagarana o restare svegli durante la notte. L’adorazione notturna di Lord Shiva, la Puja allo Shivalinga, Havan (cerimonia del fuoco), Japa del Mulamantra (il mantra base Om Namah Shivaya) e preghiere per il perdono, sono le altre pratiche prescritte per l’osservanza delle celebrazioni di Lord Shiva.

Programma di Maha Shivaratri 2016 a Cisternino

Sabato 5, Domenica 6 e Lunedì 7 Marzo 2016

 
Celebrazioni di Sabato 5 e Domenica 6
Ore 7.00 Aarti al Tempio
Ore 8.30 Lettura Hairakhandi Sapta Sati
Ore 9.30 Babaji Paduka Puja al Dhuni
Ore 10.00 Havan al Dhuni
Ore 18.30 Aarti al Tempio

Celebrazioni di Lunedì 7 – mattina
Ore 7.00 Aarti al Tempio
Ore 8.30 Babaji Murti Abisheka al Tempio
Ore 9.30 Babaji Paduka Puja – Havan al Dhuni

Celebrazioni di Lunedì 7 – sera
Ore 18.30 Aarti al Tempio
Ore 22.00 Bhajans alla Kirtan Hall
Ore 23.00 Shiva Linga Puja – Mahabisheka
Ore 23.55 – 24.45 Nishita Kaal Puja

*Nota: Nishita è l’intervallo di tempo di miglior auspicio per onorare e celebrare la manifestazione di Lord Shiva sulla terra nella forma del sacro Shivalinga.

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